Sacchi: "Non è una squadra! Sono sorpreso, ho visto solo confusione"
Arrigo Sacchi attraverso il suo fondo settimanale sulla Gazzetta dello Sport ha messo in evidenza il momento che vive la sua ex squadra.

Arrigo Sacchi, ex ct della Nazionale italiana, ha parlato così del momento delle squadre italiane attraverso il suo consueto fondo per La Gazzetta dello Sport. L'ex allenatore si è soffermato sulla grande delusione di stagione, reduce da un'altra pesantissima sconfitta in campionato.
"Un altro scivolone del Milan, e adesso la rincorsa alla zona Champions diventa quasi impossibile. Finale incredibile, perché la Lazio vince con un calcio di rigore nel periodo di recupero, ma la sostanza è sempre la stessa: quella rossonera non è una squadra, inutile girarci tanto intorno. La Lazio, che in questa stagione mi ha spesso ben impressionato, non è stata al suo solito livello, ma questo successo fa sì che si accomodi provvisoriamente al quarto posto della classifica, in attesa di vedere che cosa farà la Juve questa sera contro il Verona. Il pubblico rossonero ha fischiato parecchio, dimostrando tutta la sua insoddisfazione per una stagione che finora è stata insufficiente".
"Quello che mi ha sorpreso, osservando il Milan, è che c’è stata troppa confusione, un’esagerata frenesia che ha determinato uno sviluppo della manovra decisamente poco pulito. A volte i rossoneri acceleravano, a volte rallentavano, ma senza che tutto ciò rientrasse in un preciso piano tattico. La Lazio, invece, gioca un calcio molto verticale e cerca sempre di dominare l’avversario. Da una parte, quella milanista, c’è stata quindi molta approssimazione, mentre dall’altra ho visto un gruppo che ha ottime conoscenze e sa come sistemarsi sul campo. Leao ha fatto due belle cose, di questo gli va dato merito, ma possono bastare due cose in una partita? Per come vedo io il calcio sono poche. E comunque, in particolare a livello difensivo, non ho notato quell’ordine che è necessario per riuscire a fronteggiare le avanzate degli avversari".
"Ora, considerando le condizioni del Milan attuale, mi sembra difficile che possa rientrare nella volata per un posto in zona Champions. Il guaio è che, così giocando, il club perde fascino, scontenta il pubblico, crea polemiche che non fanno bene alla costruzione del futuro. Resto convinto del fatto che tutto dipende dalle decisioni prese in estate, in sede di mercato. Decisioni che ho sempre giudicato sbagliate, perché è stato ingaggiato un allenatore (Fonseca) che non aveva la totale fiducia dei dirigenti e perché sono stati acquistati giocatori che non erano funzionali al suo progetto di gioco. In simili condizioni, è difficile poter fare bene. E Conceiçao ha ereditato una squadra che lui non aveva costruito e alla quale, finora, non è riuscito a dare il proprio stile".
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